Pulsologia Ayurvedica (Nadi Vigyan)

La lettura del polso in Ayurvedica

lettura-del-polso-400x242aDa  millenni la filosofia ayurvedica si occupa  di migliorare e preservare la qualità della vita dell’uomo. La  prevenzione e la cura delle malattie vengono affrontate a trecentosessanta gradi tramite l’alimentazione, l’esercizio fisico, lo yoga, la meditazione, esercizi di respirazione, il massaggio e le abitudini quotidiane. La salute è intesa come il risultato di armoniose relazioni; relazione con gli altri, con l’ambiente circostante, con il cibo, con le nostre stesse emozioni.
     Se ci soffermiamo un momento ci rendiamo conto che viviamo costantemente in relazione con l’esterno e ci comportiamo di conseguenza: se fa freddo ci copriamo, se fa caldo usiamo vestiti leggeri, i cibi cambiano da estate a inverno e anche le nostre abitudini si modificano. Le persone che vivono in montagna hanno abitudini diverse dalle persone che vivono al mare, mangiano, lavorano e vestono diversamente. E se cambiamo  paese o continente le differenze diventano ancora più marcate, la cultura e la storia modificano e determinano le relazioni tra le persone. Se parliamo di relazioni interpersonali pensiamo a quanto possiamo soffrire se siamo arrabbiati con qualcuno e  le azioni di un’altra persona riescono a provocare in noi profonde emozioni come la tristezza o la delusione. A volte possiamo anche protrarre nel tempo una sofferenza per un lutto o un abbandono forse perché non ci siamo permessi di viverlo a sufficienza o perchè non abbiamo integrato completamente alcuni passaggi evolutivi legati a quell’evento. Un ulteriore aggravante sta nel fatto che alcune volte soffriamo e non siamo pienamente consapevoli della motivazione ma la causa della sofferenza, fisica o emozionale, è dentro di noi.  L’Ayurveda ci viene in aiuto attraverso uno strumento di analisi e indagine chiamato Lettura del Polso. Secondo la teoria della costituzione individuale, tutto l’universo e con esso il nostro organismo, è composto da cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua, terra.
6520-1407249722     Anche in questo caso la salute è il risultato di un’armoniosa relazione tra i cinque elementi ”universali ” e i cinque elementi ”individuali”. La lettura del polso fornisce un’attenta osservazione dei punti di alterazione del rapporto tra individuo e ambiente circostante indicando in che modo i cinque elementi  hanno dato origine o stanno generando squilibri fisici o energetici. Attraverso un consulto individuale della durata di 60/90 minuti l’operatore, toccando il polso e rilevando nel battito una miriade di informazioni, è in grado di suggerire possibili intolleranze alimentari, sequenze emozionali delle quali non siamo consapevoli, alterazioni energetiche a livello dei nostri chakra e organi principali. Possiamo determinare come eventi del passato abbiano dato origine a sintomi che si protraggono nel tempo fino ad oggi. La lettura del polso è un vero e proprio consulto basato anche su domande e risposte allo scopo di fornire spunti di riflessione per il ricevente e aiutarlo a porre l’attenzione su aspetti della propria vita che possono rappresentare vere e proprie chiavi di autoguarigione.

Lettura del polso: verifica dello stato di salute

Nella medicina ayurvedica, la lettura del polso è la tecnica per verificare il benessere e lo stato dei Dosha Vata, Pitta, Kapha. In Ayurveda la lettura del polso è una scienza chiamata Nadi Pariksha.

ayurveda lettura del polso

Medicina ayurvedica: trattati sulla lettura del polso

Vi sono due testi fondamentali che trattano della lettura del polso in maniera esclusiva. Si tratta di Nadi Vijnaam, un trattato che risale al VII secolo a.C. e di Nadi Prakasham, scritto più recentemente da Shankar Shen tra il 1800 e il 1900.

Entrambi descrivono la modalità di percezione dello stato dei dosha, dei sotto-dosha e dei dhatu in base a qualità, pulsazione, velocità, profondità, temperatura, frequenza e forza del battito.

Nadi Vigyan: La diagnosi del polso

Come si pratica la lettura del polso?

     L’analisi del polso è un’arte molto sottile che richiede anni di studio e di pratica, permette di risalire all’esatta costituzione di nascita e individuare con precisione gli squilibri insorti nel tempo.

Momento ideale

     Il polso va percepito quando la persona è calma e rilassata. Dalle 06 alle 10 del mattino è l’ora ottimale per percepire la costituzione di base. La persona deve essere a riposo, avere liberato vescica e intestino, essere a digiuno. Dalle 10 alle 12 si può percepire lo stato di squilibrio, alterazione o accumulo dei dosha. Dopo le 12 il polso tende ad essere più “caldo”, e verso sera tende ad essere più veloce.

     Non è consigliato prendere il polso subito dopo pasto, in caso di febbre, dopo essere stati a lungo al sole, dopo un bagno o doccia calda, dopo bagno turco o sauna, dopo un rapporto sessuale, dopo un massaggio.

Posizione

     Il medico ayurvedico ascolta il polso posizionandosi al lato del paziente, dalla parte del pollice, senza incrociare la sua mano sul polso della persona. Nell’uomo ascolta il polso destro e nella donna ascolta il polso sinistro.

Percezione

     Il medico appoggia l’indice tra le due pieghe del polso, sul lato radiale sotto la radice del pollice; appoggia il medio appena sotto l’indice e l’anulare sotto il medio dalla parte ulnare, verso il gomito.

     Effettua una leggera pressione sull’arteria con il polpastrello di ogni dito e avverte il Dosha più forte nell’organismo. Ogni Dosha presenta un battito polso del diverso:

  • Dosha Vata: si percepisce il battito prima di tutto sotto il dito indice
  • Dosha Pitta: si percepisce il battito sotto il dito medio
  • Dosha Kapha: si percepisce il battito sotto il dito anulare

     Se vengono sentiti due o addirittura tre battiti contemporaneamente, significa che sono alterati i dosha corrispondenti.

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Caratteristiche del polso dei tre Dosha

  • Dosha Vata – è il polso più difficile da percepire perché è piuttosto debole. Quando Vata è prevalente, per costituzione di nascita o aggravamento successivo, il polso ha le qualità del serpente, cioè veloce, sottile, strisciante, irregolare.
  • Dosha Pitta – trasmette la sensazione della rana: salta, è regolare e consistente.
  • Dosha Kapha – a volte la pelle molto spessa impedisce di percepire bene questo polso, che presenta le caratteristiche del cigno: è lento, fluido, costante, soffice e freddo.

Velocità del battito nei tre Dosha

  • Dosha Vata: è il polso più veloce, da 80 a 100 pulsazioni
  • Dosha Pitta: oscilla tra le 70 e le 80 pulsazioni
  • Dosha Kapha: è il più lento, da 60 a 70 pulsazioni

Profondità della lettura del polso

     La percezione del polso può essere effettuata a due livelli: con una pressione superficiale o profonda. Ascoltando entrambi i polsi in questo modo, si può addirittura percepire lo stato di dodici diversi organi.

     Ciò è possibile perché, secondo l’Ayurveda, ogni organo è attraversato da linee energetiche che lo collegano a punti riflessi sul polso. In generale, gli organi cavi si proiettano nello strato più superficiale, gli organi solidi nello strato più profondo.

Punti riflessi auyrvedici del polso

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Polso sinistro

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Indice

  • Superficiale – intestino tenue
  • Profondo – cuore

Medio

  • Superficiale – stomaco
  • Profondo – milza

Anulare

  • Sperficiale – vescica urinaria
  • Profondo – reni

Polso destrovpk

 

Indice

  • Superficiale – colon
  • Profondo – polmoni

Medio

  • Superficiale – cistifellea
  • Profondo – fegato

Anulare

  • Superficiale – pericardio
  • Profondo – cervello

     L’ascolto del polso è il momento più cruciale e delicato dell’ascolto diretto del paziente; viene eseguito nella terza e ultima fase diagnostica di una visita ayurvedica.

     L’esame del polso non rivela solamente la frequenza cardiaca ma soprattutto lo stato dei meridiani che connettono le energie degli organi vitali del corpo. Questo approccio, che si basa su una millenaria esperienza, condivisa da molte diverse medicine, è in grado di portare un essenziale contributo alla medicina occidentale, che utilizza gli esami di laboratorio e radiologici per valutare lo stato di salute degli organi e che, spesso, non è in grado di identificare squilibri o alterazioni ancora in fase iniziale, subclinici.

     L’esame del polso, Nadi Vijinan, ben rappresenta l’essenza dell’Ayurvedica perché introduce un concetto fondamentale che sta alla base di questa scienza, nel suo ambito più strettamente medico: il paziente, o la persona che chiede una consulenza, non viene considerato solamente per i sintomi che presenta, ma nella sua globalità. La medicina ayurvedica cura la persona, non la malattia!

     Infatti, anche se una stessa malattia si manifesta con sintomi simili, che la rendono quindi identificabile come quella precisa malattia, le persone non sono mai uguali, sono individui, con differenti costituzioni, abitudini e caratteristiche, sia fisiche che psichiche ed emotive.

     In base agli elementi raccolti durante la consulenza ayurvedica in queste prime fasi, vengono dati alcuni consigli che riguardano l’alimentazione più appropriata, l’assunzione di prodotti naturali o erbe medicinali e l’esecuzione di eventuali trattamenti Ayurvedici specifici (principalmente massaggi, ma anche esercizi di respirazione o abitudini igieniche). Anche questa fase è di particolare rilevanza, perché è quella con cui si attua la vera e propria integrazione della scienza ayurvedica, millenaria, con la vita moderna, che ci riguarda da vicino oggi. I consigli “terapeutici”, infatti, tengono conto dello stile di vita della persona e delle sue abitudini alimentari, spesso condizionati dall’attività lavorativa e dal contesto famigliare e sociale in cui opera e a cui è abituata.

     naramL’approccio ayurvedico, quindi, rispetta l’essenza della persona e le sue abitudini ma, se sono stati rilevati degli squilibri e dei problemi già strutturati, suggerisce i cambiamenti necessari per riportare l’armonia tra tutti gli elementi che costituiscono l’individuo, cioè per riportare la salute.La consulenza ayurvedica si svolge sopratutto tramite la Nadi Vijinan (lettura del polso) che è una delle più antiche conoscenze per determinare lo stato psicofisico di un individuo inoltre analizzando le abitudini alimentari, la Prakriti (costituzione individuale), e lo stato attuale dei Tridosha: Vata (il sistema nervoso), Pitta (il sistema di metabolismo) e Kapha (il sistema immunitario) per individuare eventuali squilibri responsabili per i malesseri.
Essa serve anche per determinare l’alimentazione più appropriata, prodotti naturali, erbe medicinali e trattamenti Ayurvedici specifici.

     L’Ayurveda propone un’ottima alternativa naturale ai disturbi causati dallo stress, insonnia, scorretti abitudini alimentari, intolleranze ed attacchi di panico.
L’uomo è un microcosmo che partecipa della vita dell’universo (macrocosmo). In base a questo principio entrambi non possono essere considerati separati, pertanto, l’armonia ed equilibrio dell’individuo vanno di pari passo con l’armonia ed equilibrio della comunità, della natura, dell’universo.

     La conoscenza dei principi dell’Ayurveda, che giungendo fino a noi da tempi molto remoti, sono di grande utilità per conservare la buona salute, ma soprattutto, sono utili per dare un senso e portare a compimento la vita di ogni individuo.Secondo l’Ayurveda la salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale. Il concetto di equilibrio espresso dall’Ayurveda comporta non solo il perfetto funzionamento dei vari sistemi ed organi, della psiche e dello spirito, ma anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, con i familiari, con gli amici, con il lavoro, con il clima e la cultura in cui viviamo, con i propri ideali, con le abitudini e con la verità.In conclusione possiamo dire, quindi, che la consulenza ayurvedica ci può aiutare a capire come stare meglio.