Medicina Popolare Faraonica (M.P.F.)

ea5233c4d9ae1d2b93d7d04426459f6eINTRODUZIONE alla MEDICINA POPOLARE FARAONICA (MPF)

Con il secolo che si è appena concluso assistiamo ad una vera e propria infatuazione per la storia, indicativa della necessità di concedersi del tempo per riflettere. Tale interesse è particolarmente spiccato in alcuni campi, come nella medicina, dove si sono verificate le rivoluzioni più importanti. Numerosi sono i medici e i pazienti che vogliono disporre di elementi di paragone e di spiegazioni.

La storia della medicina, a lungo trascurata dai medici stessi, è un mezzo eccellente per comprendere i problemi che tale categoria affronta nella pratica quotidiana della professione, come ha infatti spiegato anche Lichtenthaeler: «Le conoscenze professionali da sole fanno di voi dei semplici tecnici e funzionari della sanità. Solo grazie alla coscienza storica maturerete a tal punto da diventare autentiche personalità mediche» 1

MA PERCHÉ INTERESSARSI PROPRIO ALLA MEDICINA POPOLARE FARAONICA?

Anzitutto esiste il fascino esercitato dall’antico Egitto, considerato la culla della tradizione spirituale occidentale. Albert Champdor ha ben descritto tale attrattiva nella sua introduzione al Libro dei morti:incendio bibleoteca Alessandria

È sufficiente recarsi in Egitto per riconoscere immediatamente la pre­ senza di una meravigliosa civiltà, per riceverla come un dono di generazioni passate. È un Egitto antico di 6000 anni che vi accoglie e vi incanta al primo colpo…2

Questo fascino non ha nulla di nuovo: già nell’antichità molti filosofi furono estremamente influenzati dal loro soggiorno nella contrada del Fiume eterno, anche il pensiero di Omero, di Platone, di Pitagora, di Plutarco, di Talete, di Erod­oto e di Solone era fortemente impregnato di questa cultura3. Attraverso i loro scritti si è stabilito un legame di continuità fra la civiltà egizia e quella occidentale: UNA CONVIVENZA SPEZZATA SIA DALL’INCENDIO DELLA BIBLIOTECA DI ALESSANDRIA CHE DALLA CHIUteodosio ISURA SISTEMATICA DEI TEMPLI PAGANI DELL’IMPERO DA PARTE DELL’IMPERATORE  NEL 391 4•

Ogni traccia dell’antico Egitto è andata persa con la soppressione di questi santuari, proprio mentre stava scomparendo anche la scrittura geroglifica. Nel corso dei quattordici secoli seguenti, la civiltà egizia è caduta nell’oblio più completo, mentre i suoi tesori archi­tettonici e le sue opere letterarie, artistiche e scientifiche subivano i tormenti delle occupazioni successive.

È STATO NECESSARIO ATTENDERE CHE LA SCRITTURA EGIZIA SVELASSE I SUOI MISTERI A JEAN- NEL 1822 PERCHÉ SI RISCOPRISSE QUESTA MERAVIGLIOSA CULTURA E PERCHÉ NASCESSE L’EGITTOLOGIA, INSIEME ALL’EGITTOMANIA.

COL SUSSEGUIRSI DELLE RICERCHE, GLI EGITTOLOGI HANNO SCOPERTO IL CARATTERE D’AVANGUARDIA DI QUESTA CIVILTÀ CON LE SUE CONCEZIONI INNOVATRICI NEL CAMPO DELL’ASTROLOGIA, DELL’ARCHITETTURA, DELLA GEOMETRIA E DELLA MEDICINAFRANÇOIS CHAMPOLLION.

FINO A QUESTO PERIODO, QUINDI, IL PENSIERO MEDICO EGIZIO ERA QUASI DEL TUTTO SCONOSCIUTO. L’ASSENZA DI DOCUMENTI E L’IGNORANZA DELLE ACQUISIZIONI DEGLI EGIZI IN QUESTO CAMPO ERANO TALI CHE L’ORIGINE DELLA MEDICINA OCCIDENTALE ERA UNANIMEMENTE ATTRIBUITA ALLA FIGURA LEGGENDARIA DI IPPOCRATE.

TRENTA SECOLI PRIMA CHE «IL PADRE DELLA MEDICINA» GETTASSE LE BASI DI UN PENSIERO MEDICO INNOVATORE, ESISTEVA GIÀ UNA MEDICINA EGIZIA AMPIAMENTE TEORIZZATA E ORGANIZZATA, CHE INFLUENZÒ IN MANIERA INDISCUTIBILE IL PENSIERO MEDICO DEGLI EBREI, DEI GRECI E DEI ROMANI.

Solo alla fine del XIX se1 Emper 7colo l’interesse degli studiosi per la medicina egizia ha veramente esordito con la scoperta, e in seguito la traduzione, dei papiri a contenuto medico o medico-magico. Tuttavia, le prime trascrizioni avevano l’inconveniente di essere approssimative, diminuendo e alterando la portata di tali trattati. Esse hanno persino originato un malinteso di lunga durata secondo cui la medicina egizia poteva essere riassunta in un conglomerato medico-magico privo di valore scientifico obiettivo.

Tale concezione ha suscitato vivi dibattiti all’interno della comunità medica egittologica, contrapponendo gli entusiasti come N. Riad5, che vedevano nell’egittologia l’espressione di una vera e propria scienza senza paragoni per l’epoca, ai più moderati come H.E. Sigerist6,F. Jonckheere7 e A.P. Leca8 che comunque riconoscevano la complessità di quest’arte della guarigione, al contempo magico-religiosa, empirica e talvolta razionale. La traduzione minuziosa dei papiri medici per mano di W. Wreszinski9 e in seguito di]. H. Breasted 10, B. Ebbel11 E. Ivetsen12}. W.B. ·Barns13 e soprattutto di T. Bardinet14 ha permesImhotep_Museum-hd-1so di comprendere meglio le malattie e il modo in cui venivano curate dagli Egizi.

Nel corso degli ultimi tre decenni si è assistito soprattutto a notevoli progressi nel campo della paleopatologia e dell’egittologia, con una migliore comprensione del linguaggio dei geroglifici e la scoperta di diversi testi capaci di rimettere in discussione le concezioni vigenti e di arricchire le nostre conoscenze nel campo dell’epidemiologia, della patologia e della terapeutica.

Da parte nostra abbiamo cominciato ad interessarci alla medicina dei faraoni in modo del tutto fortuito, celebrando la festa di Pesach durante la quale, secondo la tradizione ebraica, dovevamo dare ai bambini una spiegazione delle «dieci piaghe d’Egitto». L’assenza di una risposta precisa sulle cause della mortalità dei neonati egizi ci ha portato ad appassionarci a questo lato troppo spesso ignorato della storia della medicina.

Mentre esiste una letteratura importante sull’antico Egitto e sui molteplici aspetti di questa civiltà, non si trova quasi niente invece sulla spapiro-di-ebersua medicina. È evidente che la nostra formazione Ci ha permesso di apprezzare il valore scientifico di medici che non erano semplici guaritori dotati di psicologia , come sostengono a torto coloro che non hanno alcun tipo di conoscenza medica. Questa DISCIPLINA spera di colmare tale lacuna di far scoprire e soprattutto condividere tutta la nostra ammirazione per la medicina egizia, nei confronti della quale sono debitori i medici attuali nell’esercizio quotidiano dell’arte di Esculapio, o piuttosto di Imhotep.

Leggendo la traduzione dei papiri medici, abbiamo misurato l’immensa portata della conoscenza degli Egizi. Aggiungiamo che lo studio dei problemi di salute degli Egizi nell’ambito della vita quotidiana permette di studiare la civiltà faraonica sotto un ‘angolazione particolarmente originale poiché, se crediamo all’antropologo E.H. Ackerknecht, «la patologia di una società riflette le sue condizioni generali e il suo sviluppo fornisce pertanto indici di valore per comprenderla nel suo insieme» 15.

NOTE e BIBLIOGRAFIA:

1 C. LICHTENTHAELER, H istoire de la médecine, Fayard, Paris 1978.
2 A. CHAMPDOR, Le livre des mort.r: papyru s d’Any, de Hunefer, d’Anhar
Du British Museum, Albin Miche!, Paris 1963.
3 D. Spaetii, Pneumologie et cancérologie dans la médecine de l’Égypte
Ancienne à travers les écrits médìcaux, l’art e !Es données de la paléopatholo­ gie. Tesi di laurea in medicina, Nancy 1990.
4 J. VERCOUITER, A la recherche d l’Égypte ouhliée, Gallimard, Paris
1986; trad. It., I.:antico Egitto: archeologia di una civiltà, Electa, Torino 1992.

5 N. RIAD, La médecine au temps des Pharaons , Maloine, Paris 1955.
6 H.E. SICERI ì’. A History o/ Medicine: Primitive and Archaic Medicine,
Oxford University Press, New York 1951.
.7 F.]ONCKHEERE, Les médecins de t’Égypte pharaonique, Fondation Égyp-
Tologique Reine Elisabeth, Bruxelles 1958. ,
8 P,…P. LECA, La médecine égyptìenne au temps des pharao ns, Editions Roger Dacosta, Paris 1983; trad. It., I.A medidna egizia al tempo dei faraoni,
Ciba-Gdgy, Saronno 1986.
9 W. Wresztnski, Der Londoner medizinische Papyrus und der Papyrus
H earst in Transkription Ubersetzung und Kommentar, J.C. Hincichs, Leipzig 1912.
10 J.H.bretisted, The Edwin. Smith surgical papy rus (in facsimile e con
Trallslitterazione geroglifica, traduzione e commento), Chicago University
Press, Chicago 19.30.
11 B. EBBEL, The papyru s Ebers, Levin e Munksgaard, London 1937.
12 E. IVERSEN,papyruj Carlsberg n• VIII,Munksgaard, Copenhagen 1939.
13 J.W.B. BARNS, Five Ramesseum Papyri, Oxford University Press, Oxford 1956.
14 T. BARDINET, Les papyrus médicaux de l’Égypte pharaonique, Fayard, Paris 1995.
15 E.H. ACKERKNECHT, Anthropology Today, in D. SPAETI-I, op. Cit.